La società degli agenti sportivi

L’introduzione del nuovo modello delle società degli agenti sportivi

 

Il D.Lgs. 29 agosto 2023 n. 120 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 206 del 4 settembre 2023), ha apportato disposizioni integrative e correttive alla riforma dello sport. Il nuovo decreto legislativo è intervenuto sui precedenti decreti legislativi 28 febbraio 2021, nn. 36, 37, 38, 39 e 40, attuativi della riforma dello sport (Legge delega n. 86/2019). Tra questi il n. 37, relativo a “Misure in materia di rapporti di rappresentanza degli atleti e delle società sportive e di accesso ed esercizio della professione di agente sportivo”, si presenta particolarmente interessante poiché introduce, tra l’altro, quello che può definirsi, a tutti gli effetti, un nuovo modello societario, e cioè “la società di agenti sportivi”. Le disposizioni del suindicato decreto definiscono i principi fondamentali della materia, al fine di garantire l’esercizio unitario della funzione di agente sportivo su tutto il territorio nazionale e non attribuiscono all’agente sportivo competenze riservate agli avvocati ai sensi della legge 31 dicembre 2012, n. 247.

La data di entrata in vigore della normativa in oggetto, ai sensi dell’art. 15bis del suindicato Decreto, è stata fissata al 1° gennaio 2023, salvo ovviamente il regime transitorio. L’art. 12 del D.Lgs., al primo comma, prevede, poi, la necessità di emanazione di un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, o Autorità delegata, di concerto con altri organi, avente ad oggetto la disciplina di attuazione ed integrazione delle norme contenute nel D.Lgs. n. 37. In attesa della emanazione del Decreto di cui sopra, l’art. 14 prevede che continui ad applicarsi la disciplina vigente in materia, che trae origine dal Decreto del Ministro per le politiche giovanili e dello Sport del 24 febbraio 2020.

 

Elementi caratterizzanti delle società di agenti sportivi

 

La dottrina maggioritaria ritiene si tratti di un nuovo modello che, da un lato prevede la possibilità da parte dell’agente sportivo di organizzare la propria attività in forma societaria – attraverso la costituzione di una società sia di persone che di capitali – dall’altro si statuisce che tale configurazione è ammessa solo in presenza delle seguenti condizioni:

  1. l’oggetto sociale deve essere costituito dalle attività di cui all’art. 3, e da eventuali attività connesse o strumentali;
  2. la maggioranza assoluta delle quote della società deve essere detenuta da soggetti iscritti nel Registro di cui all’art. 4[1];
  3. la rappresentanza ed i poteri di gestione della società devono essere conferiti a soggetti iscritti nel registro di cui all’art. 4[2];
  4. i soci non devono possedere, in via diretta o mediata, quote di partecipazione in altre società di agenti sportivi[3].

Dette società sono soggette a particolari prescrizioni in quanto il legislatore ha inteso consentire che l’attività professionale possa essere svolta in forma societaria soltanto laddove venga lasciata la responsabilità operativa dell’attività agli agenti sportivi, favorendo l’ingresso di soci di capitale soltanto entro certi limiti, sulla falsariga di altri modelli (si pensi alle società artigiane o alle società tra professionisti).

A tal proposito vale la pena sottolineare che l’inserimento obbligatorio di peculiari norme statutarie tende ad escludere la possibilità di utilizzare lo schema della società a responsabilità limitata semplificata.

A tal fine, quindi, la norma impone tassativamente la presenza negli statuti (e nei patti sociali) di alcune pattuizioni caratterizzanti il modello, che necessitano un preventivo ed ampio confronto con il Notaio.

 

L’iscrizione al Registro Nazionale degli agenti sportivi

 

L’art. 4 del suddetto decreto rappresenta il punto cardine per l’esercizio dell’attività di agente sportivo (a titolo individuale o in forma societaria) in quanto prevede la istituzione del Registro Nazionale degli agenti sportivi, che impedisce di fatto la operatività a coloro che non ne sono iscritti. Detto registro è istituto presso il CONI. La possibilità di sottoscrizione di contratti di mandato sportivo, in nome della società di agenti sportivi, resta sempre e comunque subordinata all’iscrizione della società medesima nell’apposita sezione «Società di agenti sportivi» del Registro nazionale degli agenti sportivi. All’atto dell’iscrizione presso il CONI devono essere depositati la copia autenticata dell’atto costitutivo della società, dello statuto e del libro dei soci, l’elenco nominativo degli organi sociali e quello dei dipendenti e dei collaboratori.

 

 

[1] Ai sensi dell’art. 4 al suindicato Registro può iscriversi, dietro pagamento di un’imposta di bollo annuale di 250 euro, il cittadino italiano o di altro Stato membro dell’Unione europea, nel pieno godimento dei diritti civili, che non abbia riportato condanne penali per delitti non colposi nell’ultimo quinquennio, in possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado o equipollente, e che abbia validamente superato un esame di abilitazione diretto ad accertarne l’idoneità. Il titolo abilitativo all’esercizio della professione di agente sportivo, conseguito a seguito del superamento dell’esame di abilitazione, ha carattere permanente ed è personale e incedibile. Con il decreto di cui all’articolo 12, comma 1, saranno disciplinati: il procedimento per l’iscrizione al Registro, la relativa durata e le modalità di rinnovo; la tenuta e gli obblighi di aggiornamento del Registro; le cause di cancellazione; l’obbligo di frequenza di tirocini professionali o di corsi di formazione; l’obbligo di copertura assicurativa. Con il medesimo decreto saranno definite le regole e le modalità di svolgimento dell’esame di abilitazione, che può articolarsi in più prove, tra cui in ogni caso una prova generale presso il CONI, o presso il CIP se si vuole operare in ambito paralimpico, e una prova speciale presso le corrispondenti Federazioni Sportive Nazionali, organizzate in almeno due sessioni all’anno, nonché la composizione e le funzioni delle commissioni giudicatrici.

[2] Va, comunque, precisato che tale divieto non sembra applicarsi alla partecipazione di un soggetto non agente sportivo ad un Consiglio di Amministrazione, anche se con deleghe ad attività amministrativa, laddove non sia loro attribuita la rappresentanza. Così come il limite deve essere allargato all’institore ed al Direttore Generale, ma non al procuratore speciale. A tal proposito nulla è stato previsto in caso di inosservanza di tale prescrizione. Nel silenzio la dottrina preferibile ritiene che ciò possa comportare il rifiuto di iscrizione nel “Registro Nazionale degli agenti sportivi”.

[3] I primi commentatori hanno rilevato che la norma non copre tutte le possibili ipotesi operative, ed infatti, non vieta in maniera testuale la possibilità di esercitare l’attività anche in maniera individuale, lasciando così la possibilità/necessità per i soci di regolarne la concorrenza nei patti sociali; la norma non circoscrive esplicitamente tale divieto agli agenti sportivi, lasciando così il dubbio circa la possibilità che possa/debba essere esteso ai soci di capitali. Nei citati regolamenti la norma testualmente limita tale divieto solo agli agenti sportivi, lasciando così spazio ad una interpretazione che sembra allargare invece il divieto a tutti i soci (agenti sportivi e non). Restano infine irrisolti i problemi rinvenienti dalle cessioni delle partecipazioni sia inter vivos, che mortis causa che necessitano di un confronto con il Notaio incaricato da valutare volta per volta.

 

Notaio Antonio Pappalardo

Notaio Antonio Pappalardo

Il Notaio si impegna a offrire professionalità e aggiornamento, garantendo celerità ed efficienza, con un occhio sempre teso ai servizi digitali.