Appalto pubblico informatico

Già a partire dal 1° gennaio 2013 i contratti pubblici di cui al d.lgs. n. 163/2006 (ovvero i contratti di appalto o di concessione aventi per oggetto l’acquisizione di servizi, o di forniture, ovvero l’esecuzione di opere o lavori, posti in essere da organismi pubblici)  dovevano essere stipulati, “a pena di nullità, con atto pubblico notarile informatico, ovvero, in modalità elettronica secondo le norme vigenti per ciascuna stazione appaltante, in forma pubblica amministrativa a cura dell’Ufficiale rogante dell’amministrazione aggiudicatrice o mediante scrittura privata” (così il comma 13 dell’art. 11 dello stesso d.lgs. n. 163/2006, come sostituito dall’art. 6 comma 3 del d. l. n. 179/2012, convertito, con modificazioni, dalla l. n. 221/2012).

l nuovo codice dei contratti pubblici (Decreto Legislativo 31 marzo 2023, n. 36, pubblicato in G.U. n. 77 del 31-03-2023 – Suppl. Ordinario n. 12) è entrato in vigore il 1° aprile scorso. Ai sensi dell’art. 229 dello stesso, le sue disposizioni, con i relativi allegati hanno acquistato, però, efficacia il 1° luglio 2023, data dalla quale è abrogato il vecchio codice dei contratti pubblici (D.Lgs. n. 50/2016). In particolare l’art. 18 del D. Lgs. 36/2023 disciplina “Il contratto e la sua stipulazione”, senza sostanziali innovazioni riguardo alla forma. Infatti è confermata la previsione, già contenuta nella la vecchia disciplina summenzionata, della necessità della forma scritta in modalità elettronica a pena di nullità e pertanto, nel caso di contratto di appalto stipulato per atto notarile, dell’atto pubblico notarile informatico ovvero in forma pubblica  amministrativa a cura dell’ufficiale rogante della stazione appaltante oppure mediante scrittura privata.

La modalità elettronica non è quindi, ormai da più di un decennio, una mera alternativa, residuale, alla forma cartacea, bensì l’unico modo con cui è oggi possibile procedere alla stipulazione dei contratti in parola. Tale previsione favorisce il processo di digitalizzazione nel settore pubblico e, così come numerosi altri provvedimenti degli ultimi anni, intende promuovere l’uso dell’informatica come strumento privilegiato nei rapporti tra Pubblica Amministrazione e Cittadini.

Lo studio da tempo si occupa della stipula di appalti pubblici in forma digitale ed è pertanto in grado di offrire assistenza e competenza nell’ambito de quo.