L’art. 1 della Legge Notarile definisce i Notai “pubblici ufficiali, istituiti per ricevere gli atti tra vivi e di ultima volontà, attribuire loro pubblica fede, conservarne il deposito, rilasciarne le copie, i certificati e gli estratti.

  Questa definizione, che non esaurisce affatto la competenza notarile, pone subito in rilievo la qualità di pubblico ufficiale del Notaio e l’effetto della pubblica fede dal medesimo conferita agli atti da lui ricevuti.

  Tuttavia il Notaio è ad un tempo pubblico ufficiale e libero professionista.

  E’ pubblico ufficiale in quanto gode di una competenza territoriale limitata, infatti il Notaio può stipulare, ai sensi del novellato art. 26 della Legge Notarile, per ragione delle sue funzioni, in tutto il territorio del distretto della Corte di Appello in cui trovasi la sede Notarile.

  Inoltre è soggetto ad ispezioni con cadenza biennale da parte dell’Archivio Notarile di appartenenza nonché da parte del Presidente del Consiglio Notarile Distrettuale.  Infine il Notaio è altresì soggetto allo stringente controllo del Consiglio Notarile distrettuale di appartenenza.

  Il Notaio è considerato altresì un libero professionista in considerazione, da un lato, della mancanza in lui della qualità di impiegato dello Stato, dall’altro, dalla presenza, nel modo di essere della sua funzione, di elementi privatistici tipici della libera professione quali: la mancanza di clientela fissa, la possibilità di concorrenza, il carico delle spese di ufficio, il diritto di trarre il corrispettivo direttamente ed esclusivamente dal cliente, l’assunzione personale di responsabilità civile per colpa o dolo nell’esercizio della funzione, la possibilità di svolgere altre attività, non tutte collegate al ricevimento degli atti tipici.

  Il Notaio quindi svolge due diverse funzioni: la funzione di certificazione (officium pubblicum) che consiste nell’attribuzione della pubblica fede; la funzione di adeguamento che consiste in una serie di poteri-doveri quali: l’indagine della volontà delle parti, il reperimento dell’atto più idoneo – anche sotto il profilo fiscale – per il raggiungimento del fine voluto; il raffronto costante tra la volontà delle parti e l’atto loro fornito alla legge, al buon costume ed all’ordine pubblico.

Il principale elemento che lega il Cliente al Notaio è costituito dalla fiducia, che poggia sulla imparzialità (tutte le parti del contratto sono tutelate), su una preparazione giuridico-fiscale di alto livello (a seguito del concorso più severo), sulla sua natura di pubblico ufficiale (che lo rende garante della veridicità e della legalità degli atti). La rapidità di predisposizione degli atti e delle formalità, il superamento delle difficoltà tecniche in tempi brevi, la trasmissione degli atti per via telematica ai pubblici registri, sono consentite dalla possibilità di investimenti molto costosi in personale e in strumenti informatici e sono garanzia di sicurezza e di efficienza per il cittadino.

  Il notaio, oltre alle successioni, nelle quali è forse il maggior esperto, è impegnato in altri due campi fondamentali: quello della circolazione dei beni immobili (case, uffici, terreni, capannoni, beni essenziali per le singole persone e per gli imprenditori) e nei passaggi più rilevanti dell’attività societaria.

In ambedue i casi il ricorso al notaio è imposto dalla legge per assicurare contratti e verbalizzazioni ineccepibili e per far sì che l'autonomia privata non superi i limiti di legalità fissati dalle norme.

  Non solo. Il notaio svolge una funzione sociale di grande rilievo in momenti essenziali della vita del cittadino. Compito del notaio è infatti anche quello di tutelare i più deboli, quelli che non sono in grado di pagarsi l'avvocato migliore, quelli che comperandosi la prima ed unica casa della vita non possono rischiare e vogliono che ci sia qualcuno che garantisca loro che la casa è realmente disponibile, non ha ipoteche; qualcuno, cioè, che dia certezze.

  E’ bene ricordare che il notaio, per legge, non può mai fare l’interesse di una delle parti a danno di altre: non può quindi inserire in un contratto una clausola gravosa per una delle parti e vantaggiosa per l’altra (esempio: clausola di esclusione delle garanzie alle quali per legge è tenuto il venditore), senza spiegarne alle parti in modo chiaro e completo il contenuto e gli effetti giuridici. Il notaio deve accertare con particolare diligenza che il significato e gli effetti di  tali clausole siano compresi  e approvati dalle parti, se si tratti di  mutui o altri contratti bancari e in genere di contratti standardizzati (cioè redatti sulla base di schemi o formulari predisposti per un numero indefinito di atti) o conclusi da consumatori (persone che non stipulano il contratto nell’esercizio di un impresa o di una professione, e cioè abitualmente).

  Il notaio peraltro deve astenersi dall’esercizio delle sue funzioni quando si trovi o possa trovarsi in conflitto di interessi, diretto o indiretto, con le parti o con una di esse.

  Non è un caso che il notariato di tipo latino (dove il notaio garantisce personalmente i clienti della solidità giuridica del contratto) sia presente in 81 Paesi, da tutta l’Europa continentale all’America latina, ai paesi dell'est europeo, alla Cina. Non è un caso che dove interviene un notaio sia scarsissima la litigiosità davanti ai giudici.In Italia le cause per i contratti immobiliari e quelli relativi ai momenti societari controllati da notai sono pochissimi. Non è un caso, del resto, che le istituzioni abbiano affidato negli ultimi anni ai notai compiti sempre più delicati: dalla lotta all'abusivismo edilizio alle espropriazioni immobiliari;  dal ruolo di  giudici onorari aggregati, per smaltire l’arretrato della giustizia civile, al controllo su costituzioni e verbali delle società per liberare i giudici da una parte del loro carico di lavoro; e che, in sede internazionale, si pensi ai notai anche in materia di lotta al riciclaggio.

 Il tutto senza costi aggiuntivi per la collettività. 

  Nel 1997 il notariato italiano è stata la prima categoria professionale a stipulare un’assicurazione che copre tutti i suoi componenti ed è diventata obbligatoria per legge nel 2006. Ciò vuol dire che il cittadino che si rivolge al notaio ha la certezza di essere pienamente tutelato anche in caso di eventuali errori.

  Il numero programmato sul territorio (i notai sono in numero limitato a ragione della pubblica funzione svolta e sono legati alla loro sede di assegnazione, come i giudici, per garantire a tutto il territorio, anche il più disagiato, l’assistenza) è sinonimo di qualità, poiché il notaio giunge alla professione dopo studi estremamente rigorosi ed è riconosciuto tra gli operatori del diritto più qualificati e con altissime responsabilità.

  Nei concorsi solo il 17,5% dei notai italiani (percentuale più bassa di tutto il panorama professionale)  hanno un familiare dedito alla medesima professione.